Naked Basics 2: review e swatches

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Naked Basics 2: review e swatches

18 dicembre 2014

Ebbene si, quest’anno mi sono proprio fatta un bellissimo regalo di Natale. Approfittando di un super sconto da Sephora, oltre alla Vice 3 (trovate la review completa qui), nel mio carrello è finita anche lei: la Naked Basics 2. Piccola, elegante, minimal ma con grandi potenzialità e tutte le carte in regola per diventare la palette must have della vita. L’ho testata con cura in queste settimane, cercando di capirne pregi e difetti, ho realizzato diversi makeup e fatto attenzione alla durata degli ombretti. Sono pronta, quindi, per raccontarvi cosa ne penso. Buona lettura. ATTENZIONE: dopo la lettura del post si prevede un aumento del desiderio di averla tra le mani.

Naked Basics 2

La Naked Basics 2 è un concentrato attivo di palette. In uno spazio relativamente piccolo ( è poco più grande del palmo di una mano) la Urban Decay è riuscita a chiudere: 6 ombretti e uno specchio abbastanza grande da consentirci di realizzare un makeup in qualsiasi luogo: dalla toilette dell’ufficio prima di una riunione impotante, all’aereo prima di riabbracciare il nostro lui dopo un viaggio. I colori degli ombretti, come saprete già, sono tutti sui toni neutri ma vi assicuro che, mixati, ci permettono di creare un’infinità di look diversi. Ma vediamoli nel dettaglio.

Naked Basics 2 Partiamo dal colore più chiaro Skimp. Si tratta di un beige chiaro rosato, dal finish satinato, che non mi ha fatto impazzire. E’ l’ombretto meno pigmentato e anche nella stesura risulta poco omogeneo. Niente di eccezionale quindi. Lo utilizzo spesso per creare un punto luce nell’angolo interno dell’occhio ma avrei preferito qualcosa con più carattere. Bocciato.

Stark, invece, è un nude rosato completamente opaco che mi piace da impazzire. Ottima scrivenza, si sfuma con estrema facilità e lo trovo perfetto sia da usare solo, steso su tutta la palpebra e accompagnato semplicemente da abbondante mascara, che utilizzato come base per dei trucchi più intensi. Promosso a pieni voti.

Frisk è un grigio chiaro matte. Con questo ombretto è un po’ amore/odio e vi spiego subito il perchè. Lo trovo troppo poco pigmentato per utilizzarlo come protagonista di un look, ma abbinato ai colori più scuri rischia praticamente di svanire. A mio avviso, regala grandi soddisfazioni se utilizzato nella piega dell’occhio, per definire lo sguardo in modo estremamente naturale. Promosso con la sufficienza.

Cover: marrone cappuccino. Con lui arriviamo agli ombretti più scuri della palette, nonchè quelli che preferisco. Questo colore è unvero e proprio jolly: lo si può utilizzare in un trucco da giorno o da sera e non delude mai. Ottima pigmentazione e buona durata. Nulla da aggiungere. Promosso.

Primal è un marrone scuro matte. Niente di originale, diciamo la verità, ma in una palette dai toni neutri non può proprio mancare un ombretto del genere. Io lo utilizzo spesso per uno smokey da sera, abbinato a Stark, e il risultato è sorprendente. Anche lui promosso a pieni voti.

Undone è il colore più scuro. Si tratta di un grigio intenso su cui si parla molto in rete. Il dubbio è se la Urban Decay abbia fatto o meno bene a non inserire un nero, invece presente nella Naked Basics 1, e la mia risposta è si. E’ vero che il nero è un colore must all’interno del beauty di na donna, ma vi garantisco che Undone vi stupirà. La sua pigmentazione consente di trasformare un look da giorno in uno da sera in un batter d’occhio e, utilizzato da solo, riesce a rendere intenso e super femminile lo sguardo. Insieme a Stark è il mio ombretto preferito. Devo aggiungere altro?

Ed ecco gli swatches.

Naked Basics 2

Il prezzo della palette è di 27 euro. Il mio giudizio complessivo su questo prodotto non può che essere positivo. Come avete visto ci sono ombreti che mi piacciono di più e ombretti che addirittura ho bocciato ma, nel complesso, trovo che la Naked Basics 2 sia una palette completa e perfetta per chi ama i makeup naturali. Voglio precisare, infine, che io non possiedo la prima versione, quindi, alla domanda: “Vale la pena comprarla?” la mia risposta non può essere che si. Se già possedete la Basics 1, invece, posso dirvi con certezza che, avendole viste entrambe dal vivo, sono molto diverse e averle entrambe non sarebbe affatto male.

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